venerdì 28 giugno 2013

Alonissos: il parco marino greco, l'isola per una vacanza..da shooogno.

Quest'anno avevamo in mente un prototipo preciso di vacanza: criteri irrinunciabili erano che fosse immersa nella natura il più incontaminata possibile, contornata da un mare cristallino ricco di pesci e meraviglie subacquee, poco turistica e che ci desse la possibilità di rilassarci e goderci i nostri 10 giorni di coppia lontano dall'Italia...
Ci siamo riusciti alla perfezione, scegliendo la meno affollata isola delle Sporadi, Alonissos.

Dopo varie ricerche in agenzie viaggio e su internet, abbiamo deciso di prenotare godendo di una super offerta lanciata da Ryanair, compagnia low cost che ogni tanto offre a noi viaggiatori mete eccezionali a prezzi appetibili: prenotando con qualche mese di anticipo il volo diretto a Volos, abbiamo stabilito come periodo per le nostre vacanze i giorni compresi tra il 16 e il 26 giugno 2013. 
Ah, per la cronaca, grazie alla super offerta abbiamo pagato a testa 40 euro tra andata e ritorno (bagaglio imbarcato escluso)
Il volo è durato un paio d'ore, una volta atterrati siamo saliti subito sul bus che collega l'aereoporto alla stazione degli autobus (40 min., prezzo del biglietto 5 euro). Una volta scesi dal mezzo, sono state le nostre gambe a portarci, in poco più di dieci minuti al porto, dove abbiamo potuto ritirare i biglietti dell'aliscafo che in tre ore e mezzo ci ha fatti sbarcare sulla nostra isoletta. La maggiorparte dei passeggeri è scesa a Skopelos e Skiathos (mete più turistiche, la prima delle quali location del celebre musical "Mamma mia!"), mentre noi e pochi altri abbiamo preferito dedicarci alla scoperta del più grande parco marino greco. Eh già, su Alonissos e le isolette attorno si estende un parco marino, con una serie di animali specie protetta quali la foca monaca! Purtroppo non ne abbiamo viste, anche perché la maggior parte di loro sta sull'isoletta di Piperi, irraggiungibile da chiunque, grazie a restrizioni ambientali. Il parco è ben tutelato, vi si trovano delfini, tartarughe, il falco Eleonora che nidifica sulle scogliere a strapiombo nella parte più selvaggia dell'isola.




Colpiscono subito il verde che ricopre ogni angolo, grazie alla fittissima vegetazione, il mare cristallino (in senso letterale!), e il sottofondo di...cicale!


Il nostro soggiorno è stato presso la Pension Votsi (clic qui) e consiglierei a chiunque volesse vivere l'esperienza ad Aonissos di soggiornare presso questa struttura: posizione ottima nella baia di Votsi (uno dei pochi paesi dell'isola, a 10 min a piedi dal porto principale, Patitiri), prezzi molto buoni soprattutto nella bassa stagione e una colazione che fungeva da pranzo, considerate le porzioni!
vista dalla pension Votsi, porticciolo di Votsi

Per non tralasciare nulla passo al vaglio ogni paese e spiaggia che abbiamo potuto visitare...
(consiglio di munirvi aprire google maps o munirvi di cartina mentre leggete, così da capire distanze/posizioni dei vari luoghi)







Vosti: paesino ideale come “base” per poi spostarsi alla scoperta dell’isola. Consiglio, come abbiamo fatto noi, di prenotare in una pensioncina che affaccia sul porticciolo (il più pittoresco e colorato dell’isola, senza dubbio). Presente un minimarket, alcuni ristoranti (consiglio il Dendro Limano, gestione italiana e piatti greci-contemporanei da leccarsi i baffi!) e sulla strada principale, appena finito Votsi, uno dei tre benzinai presenti ad Alonissos (gli altri due sono a un centinaio di metri di distanza da questo… mi raccomando, fare sempre il pieno prima di allontanarsi troppo!)

                                                        

Gerakas: per raggiungere il punto estremo dell’isola bisogna percorrere circa 25 km (da Patitiri) e la strada scorre liscia, senza troppo sterrato – né guardrail..- e tra capre, camion abbandonati, microcappelle a bordo strada straripanti di cibo e bevande. Improvvisamente la strada si interrompe e si presenta davanti il mare con un porticciolo (eufemismo) della città (…eufemismo al quadrato) di Gerakas. Il top della vitalità lo ritroviamo in un randagio a caccia di coccole. Sicuramente una gitarella da queste parti è consigliata, giusto per l’ebrezza dell’atmosfera che si respira lì.

Alonissos, Old Town/Chora
Alonissos/Old Town/Chora: merita più di una visita, in orari diversi della giornata. Molto caldo durante il giorno, pochi i negozi aperti e i turisti presenti… la sera si anima di più, le taverne aprono ai commensali, i gatti si schierano pronti a implorare cibo con gli occhi e si può ammirare il mare da entrambe le parti se ci si ferma nel locale giusto (consiglio il Kastro, ristorante in ottima posizione e dal menu ricco e decisamente gustoso – un pensiero affettuoso va all’ottimo saganaki, un formaggio fritto e infiammato da flambè servito al momento! Stesso discorso vale per il Sunset Cafè, dove abbiamo gustato uno yogurt greco e una crepes ammirando il paesaggio attorno).

Saganaki (formaggio flambè)
al ristorante Kastro 
Patitiri: il porto da cui tutti sbarcano, al loro arrivo. Molte imbarcazioni ormeggiate, dalle semplici barchette di pescatori a velieri che offrono escursioni in mare. Mare incredibilmente limpido e cristallino anche qui. Taverne di ogni fascia di prezzo, locali per un aperitivo, noleggi di scooter, agenzie che organizzano gite al parco marino. Rischiate di incontrare un po’ più di gente del solito, insomma.






vista sul porto di Patitiri dal Sunset Cafè

Steni Vala: percorrendo l’isola verso nord si incappa in questo piccolo paesello colorato e abbastanza ricco di offerte: localini, supermarket, il porto. Qui abbiamo noleggiato per una giornata il kayak a un prezzo ragionevole: 20 euro. In questo modo siamo riusciti a gustarci il panorama della costa alonissiota con più spensieratezza della gita in barca (traumatica a causa del mare mosso!), sostando in spiagge deserte. Stavamo per raggiungere la grotta blu ma le nostre braccia imploravano pietà e abbiamo fatto retromarche. Comunque abbiamo pagaiato per un bel po’ di km (6 ore totali) e consiglio vivamente quest’esperienza.


...SPIAGGE...



vi divertirete anche voi
a creare queste piccole architetture
da spiaggia...


Kokkinokastro, per raggiungerla la strada è ben segnalata e asfaltata. Rocce rosse argillose ci circondano, un isolotto ci sta di fronte e i pesci aspettano solo noi, anche perché in tutta la spiaggia ci siamo noi e altri tre individui. Meno male che si tratta di una delle spiagge più celebri dell’isola!
capo Marpunta: famoso più per il villaggio Settemari che per la spiaggia, sostiamo solo il tempo di scattare un paio di foto. Presenze italiane ci circondano. La nostra è una vacanza greca e cerchiamo quindi il giusto isolamento da qualunque legame con la nostra patria (ma nella gita in veliero li ritroviamo tutti, a condividere le onde del percorso.)
Vithisma: scalinata che scende fino al mare, per portarci a un lungo lembo di terra abbastanza riparato dall’aria che ha cominciato a tirare e solo un paio di nudisti nelle vicinanze. Sguazziamo in lungo ma non in largo (tendenzialmente costeggiamo, evitiamo di allontanarci troppo da riva) e quindi ci dedichiamo a ottime nuotate intervallate da momenti relax sotto il sole.
Megalos Murtias: Si presenta come una spiaggetta abbastanza intima, con un paio di taverne e un piccolo molo con ormeggiata una barchetta solitaria. Seguono: esplorazione dei fondali ricchi di ricci e branchi di pesci, dormitine sotto il sole e cena al ristorante in cima alla classifica TripAdvisor (omonimo della spiaggia).
Antipasto mix gradevole, carne con trionfo di origano non molto apprezzata da me.
Fortuna che il tramonto è molto romantico.
Agios Dimitrios: forse la più celebre, la lingua di bianco che spicca nell’azzurro del mare. Ciottoli chiari e acqua, come al solito oramai, cristallina. Pesci di ogni sorta anche a riva. Barettino con piatti e gelati per ristorarsi all’ombra degli alberi.
Leftios Gialos: spiaggia superorganizzata in una insenatura (ci sono un sacco di locali), ciottoli, molte farfalle che svolazzano sulla riva. Abbiamo cenato all’Eleonas, poco lontano da riva e in un ambiente molto bucolico. Direi che è stata un’esperienza ottima! Il gestore ci ha veramente “coccolati”, prima con gli antipasti (zucchine e formaggio fritti, olive) e poi una pita che non ci è piaciuta molto ed è stata scontata sul prezzo finale. In più offerti il dolce e un liquorino rossastro molto sweet. 22 euro e pance strapiene.
Tzortzi Gialos: altra pittoresca baia, spiaggia di sassi, mare ricco di pesci.
Chrisi Milia:  Abbiamo ammirato la spiaggia dalla terrazza del ristorante, abbiamo potuto vedere ombrelloni e lettini, ignoro se a pagamento o meno.
Milia
Milia: una delle più belle, buone zone d’ombra, un piccolo molo e sabbia subito a riva.
Mikros Mourtia: si trova alle spalle di Alonissos Old Town, dopo 2 km di sterrato. Si può parcheggiare il motorino a un centinaio di metri a piedi dalla spiaggia. Molti nudisti, baia dall’acqua abbastanza fredda e vicina a Megalo Mourtia. Troviamo una tettoia all’ombra dove poter ripararci dal sole cocente.
La spiaggia del mulino, Giala
Giala: alias la spiaggia del mulino. Vista dall’alto è una cartolina, purtroppo l’abbiamo trovata abbastanza trasandata e sporca (strano comunque, tutte le altre spiagge molto ben “tenute” e provviste di un grande bidone per la spazzatura).
Spartines: a pochi minuti a piedi da Votsi, ci si arriva passeggiando in un boschetto. Molto tranquilla.
Agios Dimitrios
La giornata tipo...
cominciava con un bel Kalimera e una colazione. O meglio, brunch mattutino. Marmellate, miele, pane, burro, uovo in camicia, succo, nescafe, latte e prugne (che i giorni seguenti verranno sostituite da fette di dolce, biscotti, e toast). 5 euro spesi in modo a dir poco illuminato grazie alla solerzia di Maria.
Saliti in sella sul nostro due ruote si parte per le varie spiagge della giornata (in un primo momento pensiamo di aver fatto un affare noleggiando un 80ino a 10 euro al giorno, ma le 24 ore successive ci vedranno su un nuovo mezzo: la candela era talmente sporca che ci si è bloccato a metà salita, per fortuna vicino alla pensione. In cambio abbiamo ricevuto un 125 in condizioni più stabili -avevamo quasi sperato in un quad omaggio…- )
Solo un giorno ci teniamo ben lontani dalle spiagge a causa delle scottature che iniziano a comparire sulla pelle. Decidiamo quindi di avventurarci a piedi verso il porto più grande dell’isola, passando per scale (in salita e in discesa, per par condicio i greci si divertono a fare tanta fatica esattamente per quanto possono sfruttare le discese…) attraversiamo l'adiacente spiaggetta di Roussum e poi alla ricerca del museo del foklore. Lo troviamo dopo un paio di taverne, deserto, e i suoi due bigliettai ci accolgono con espressione stranita, ma sembrano lieti che vogliamo conoscere le tradizioni locali… così, tra una sala dedicata ai forzieri e ai bottini pirateschi e a una serie di vetrine con i costumi tipici dei vecchi abitanti di quest’isola tutta capre e ulivi, ci rinfreschiamo le idee con un paio di bevande, sul terrazzino vista molo. Nel frattempo dei bambini si tuffano gioiosi proprio dalla piattaforma dalla quale, il giorno seguente, ci imbatteremo in una delle più memorabilmente terrificanti avventure marinare della nostra vita.


Viabilità: le strade sono veramente poche (soprattutto se si tratta di quelle asfaltate!). I collegamenti ai luoghi principali sono assicurati e segnalati, per raggiungere le spiagge ci sono cartelli più o meno evidenti (a volte solo con la scritta in greco) e spesso e volentieri il tracciato si fa più tortuoso… col motorino non abbiamo fatto eccessiva “fatica” (anche se ammettiamo di aver incrociato le dita un paio di volte, più per la precarietà del motorino che per la reale difficoltà del percorso).

 Escursione al parco marino: siamo pentiti di averla fatta. Certo, la sfortuna ha giocato un ruolo non indifferente, ma 40 euro per vedere baie dal mare più torbido di quelle a cui eravamo oramai “abituati”, non credo sia un affare. Neanche l’ombra di una foca o la pinna di un delfino. E poi pranzare su un veliero (ondeggiando) con cosce di pollo e pasta non rientra nello stile di una gita in barca. Tendenzialmente l’escursione è anche ben organizzata, peccato che a causa del meltemi (il malefico vento che ha deciso di soffiare solo quel giorno!) il capitano abbia dovuto modificare itinerario: ci siamo ritrovati in una baia dell’isola di Peristera in mezzo a cacche di capra che stavano pascolando all’ombra degli ulivi e la spiaggia in sé, anche escludendo le palline caprine, non era un granché. Ripresa la navigazione abbiamo sostato (senza sbarcare ma con possibilità di tuffarsi) nella baia del relitto. Mare trasparente. Altra pausa (quella del pranzo, appunto) e poi in mare aperto diretti all’isola ben più interessante di Kyra Panagia. Peccato che la parte della salita al piccolo monastero abitato da un unico monaco sia saltata e ci siamo ritrovai a sguazzare in una nuova baia ammirando sogliole e cercando polpi. La nausea ci ha accompagnati per l’intera traversata, quindi la mia recensione a riguardo è faziosa. Ma in ogni caso, non la rifarei.

Consigli che mi sento di dare...
beh sicuramente questo è un periodo fortunato, fuori stagione e quindi con prezzi ancora bassi, il clima caldo (anche la sera, solo in un paio di occasioni mi sono messa una felpa, soprattutto nei tragitti in motorino!), munitevi di crema solare e acqua/frutta se dovete raggiungere spiagge non attrezzate perché non troverete un bar con le vostre sole forze nei dintorni. 
Purtroppo non abbiamo goduto delle passeggiate all'interno, e ci è dispiaciuto perché si trattava di trekking nient'affatto pesanti, non fosse per la calura che rendeva impossibile ogni movimento lontano da una fonte refrigerante d'acqua!
Nell'ambito culinario invece garantisco che le porzioni greche sono oversize, i prezzi ragionevolissimi. Non ci ha fatto impazzire la cucina tipica, caratterizzata da sapori che definirei "anonimi" o, al contrario "eccessivamente mescolati" (come nel caso delle celebri pite). La feta poi, non parliamone....
Chiunque voglia avventurarsi su questa tranquilla e naturalistica isola e voglia più info non deve che scrivere un commentino, sarò lieta di essere d'aiuto!

giovedì 27 settembre 2012

Corsica, istruzioni per l'uso.

CHI: 4 ragazzi (età media 23 anni) e un cucciolo di Bovaro del Bernese, Thorin (5 mesi)
DOVE: Residence "Le Thyreneen" a Solenzara la prima settimana (poco sotto la metà dell'isola che guarda l'Italia) e residence "Perla di Macchia" (estremo sud della Corsica, Bonifacio, 1 km dalla città)
COME: Traghettati dalla Corsica Ferries da Savona a Bastia con la Suzuki 4x4
QUANDO: dal 25 agosto all'8 settembre 2012
PERCHé: per scoprire i mille volti di un'isola incantevole e selvaggia...





La meta di questa estate 2012 è una e una soltanto: la Corsica, l'isola che rivendica l'indipendenza e la cui bellezza gareggia con quella dell'italianissima Sardegna, dalla quale dista solo poco più di una decina di km.

Il periodo è, più o meno volutamente, quello di fine estate, così da poter godere di una minor affluenza turistica (molti italiani, tanti francesi ma non rari gli spagnoli o gli inglesi) e nella speranza di trovare prezzi particolarmente favorevoli... Per quanto riguarda i residence del soggiorno e il prezzo della benzina (ma non del gpl, che non era mai al di sotto di 1 euro!) veniamo ampiamente soddisfatti, mentre a livello di prezzo della vita medio..beh.. più caro del previsto! I prodotti nei supermarket e le cene ai ristoranti sono infatti più elevati del previsto, soprattutto per quanto riguarda certi prodotti tipo pizza (prezzo minimo 8euro) e gelato... Levando l'aspetto del pecunio, non possiamo lamentarci proprio di nulla.. ma andiamo con ordine.

Questo blog nasce come fonte di consigli per i viaggiatori del futuro, per cui mi limiterò a descrivere brevemente le esperienze e i posti più salienti della vacanza.
in blu saranno indicate le spiagge (quasi tutte degne di nota), in verde le escursioni nell'interno e in rosso le cittadine visitate.

Buon viaggio...

1^SETTIMANA: residence a SOLENZARA


25 agosto, tutto è pronto, noi siamo carichi e la macchina pure. Il traghetto ci porta da Savona a Bastia in un viaggio che non ci dà il tempo di annoiarci e, una volta sbarcati, guidiamo per più di un'ora verso Solenzara. Nonostante sia l'una di notte passata il gentile proprietario del residence Le Thyreneen ci dà il benvenuto accompagnandoci all'abitazione che ci ospiterà per la prima settimana corsa.
La posizione del complesso è abbastanza buona, peccato sia fuori dal centro del paese e a più di 300 mt dal supermercato, collegato da una strada (quella principale dell'intero lato est della Corsica!) sprovvista di marciapiede e relativamente affollata. Nel residence trascorriamo una piacevole settimana, dal momento che, oltre a un'atmosfera molto tranquilla, troviamo una piscina, un bar e una vista mare notevole.
vista mare dal nostro residence. L'alba.
Il primo giorno veniamo accolti da un sole che sembra poco determinato a splendere nel cielo francese e decidiamo di fare colazione in un bar di Solenzara. Brutta sorpresa per noi... abituati alla classica colazione italiana ordiniamo cappucci e brioches... senza sapere che ci verranno serviti dei caffelatte con una schiuma molto vaga e dei croissant bruciacchiati per la modica cifra di 4 euro (3 solo per il cappuccino..) Poco soddisfatti ci dirigiamo in una boulangerie vicina e prendiamo un paio di baguette da mettere sotto braccio... Ma veniamo al pomeriggio, quando optiamo per la vicinissima spiaggia di Canella (dieci minuti da Solenzara verso sud): qui troviamo sabbia, un mare discreto e una folla notevole (ce lo aspettavamo, siamo in agosto ed è domenica) ma come primo approccio non ci dispiace affatto.
Possiamo sfruttare al meglio la nostra fotocamera subacquea il giorno dopo, quando ci spostiamo a Cala Rossa, una gradevolissima spiaggia caratterizzata da calette da scoprire nuotando lungo la costa. Fortuna che, oltre alle lussuosissime sdraio dei complessi residenziali che danno direttamente sul mare, troviamo sempre ampi spazi di spiaggia pubblica in cui poter piazzarci e cercare di convincere il cucciolo a tuffarsi in acqua...
Una spiaggia davvero pittoresca è quella di Pinarellu, ben visibile dalla strada grazie alla bella torre che spicca e svetta sul mare, un sito protetto in cui poter rilassarsi al fresco della pineta o tuffarsi alla ricerca di pesci colorati nel pulitissimo mare antistante.
Pinarellu
pozza d'acqua delle cascate di Purcaraccia
panorama passo di Bavella
Per una giornata decidiamo di dedicarci a un'uscita particolare: abbandoniamo infatti il turchese del Mediterraneo per addentrarci nell'entroterra, in particolare al passo di Bavella, ben segnalato dai cartelli ma soprattutto... dalla quantità di turisti che lo affollano! Troviamo macchine parcheggiate a bordo strada dove possibile, in alcuni tratti il tragitto si fa veramente stretto (e senza protezione, per cui bisogna guidare con cautela, dal momento che i tornanti non sono segnalati) ma la nostra è una meta precisa: le cascate di Purcaraccia. Il sentiero non è affatto segnalato, ma parcheggiando in un ampio spiazzo duecento metri prima non abbiamo problemi. Ci inoltriamo quindi nel sentierino all'ombra che sbuca in una curva della strada, per i primi minuti passeggiamo senza alcun problema, poi iniziano ad esserci delle rocce esposte che creano qualche difficoltà a Thorin (e, ammettiamolo, anche alla sottoscritta) ma in una quarantina di minuti siamo alle pozze d'acqua promesse. Il torrente scorre tra le rocce e, mentre due di noi procedono verso la cascata più alta, io e il mio ragazzo facciamo compagnia al piccolo Thorin, che si è dimostrato piuttosto abile in questa sua prima avventura tra i monti (momenti di panico a parte). Ci fermiamo qualche ora a rilassarci mentre ci sfilano davanti intere famiglie di ogni nazionalità e gruppi praticanti il canyoing, mentre nella parte più alta della cascata i due ragazzi decidono di avventurarsi su degli scivoli naturali, una sorta di Caneva sulle rocce vere.
panorama sentiero Lago di Mello
Lac de Melo (Lago di Mello): siamo attirati da questa escursione della durata di 1ora(sola andata) che parte pochi km dopo la cittadina di Corte. Il lago, situato nel cuore del centro della corsica, è raggiungibile in un'ora e mezza di strada a partire da Solenzara. Una volta superata Corte, ci avventuriamo quindi con l'auto per il sentiero molto panoramico ma altrettanto stretto, pagando il parcheggio che ci permetterà di accedere al percorso che conduce al lago. La giornata è abbastanza ventosa ma il sole splende sopra di noi per buona parte del percorso. La passeggiata è semplice, solo l'ultima parte risulta più ripida ma catene e scale permettono un accesso facilitato. Una volta giunti al lago, il panorama risulta davvero splendido. Si può sostare accanto alle rocce oppure proseguire costeggiando il lago e arrivare a un prato verde (con tanto di mucche pascolanti). Per i più appassionati, il percorso prosegue più ripido verso il secondo lago, quello di Campiello.
Lago di Mello
Per il ritorno abbiamo optato per il sentiero poco più lungo ma meno ripido, e sulla via abbiamo sostato in un caratteristico negozietto di alimentari per qualche acquisto gustoso (formaggi stagionati e salame).
cittadella di Corte
 Salutata la natura incontaminata abbiamo deciso di sostare a Corte, il paese più grande dell'entroterra dell'isola. Qui, nonostante sia ben più piccina di qualunque altra città-studio a cui siamo abituati, ha sede il centro universitario. Percorriamo le vie e le scale lasciandoci sopraffare dall'atmosfera, alquanto particolare. Dopo la sosta crepes, un paio di foto alla rocca, dalla forma piuttosto particolare.






Una spiaggia a mio parere sopravvalutata è quella di Palombaggia: sicuramente il mare trasparente e la sabbia bianca sono una nota positivissima, ma l’assembramento di bagnanti e la conseguente mancanza di spazio non la rendono di certo una chicca… anche dal punto di vista sub-acqueo, in quanto sono quasi del tutto assenti incontri ravvicinati con pesci, se non a riva…
Thorin che sguazza nel mare di Palombaggia
“Sorella” di Palombaggia è la spiaggia di Santa Giulia, presso la quale sostiamo solo per pochi minuti, a causa di un diluvio che ci ha impedito di goderci il giorno di mare… così ci spostiamo direttamente nel secondo residence, quello a Bonifacio e approfittiamo della giornata dominata dalle nuvole per esplorare la cittadella…




Porto Vecchio è invece la classica cittadella su misura per i turisti e non ci ha fatto impazzire… abbiamo dedicato una sera alla sua visita, travolti da una folla di gente alla ricerca, come noi, di ristoranti per cenare… prima con una camminata lungo il porto, poi salendo alla città vecchia, e alle sfavillanti luci di locali d’ogni tipo. Non so, non mi ha convinto.



2^SETTIMANA: residence a BONIFACIO
La casetta che ci ospiterà per la seconda settimana si trova a pochissimi km dal centro di Bonifacio, ed è all'interno del complesso Perla di Macchia
Questi ultimi 6 giorni vengono trascorsi costantemente collegati a 3bmeteo.it... fino a mercoledì infatti il maltempo ci perseguita, impedendoci di avventurarci in alcune delle spiagge che invece avremmo tanto voluto esplorare... fortuna che non ci facciamo scoraggiare e, muniti di felpa e ombrello, gironzoliamo per le cale di Paragan, un'insenatura davvero splendida che sorge ai piedi dell'eremo della Trinità. Nonostante il sole sia quasi assente, troviamo altri coraggiosi in spiaggia e facciamo amicizia con un paio di cagnoloni girovaghi... Una particolarità che troviamo sia qui che in altre calette è l'abbondanza di un certo tipo d'alga, necessaria per una corretta ossigenazione dell'ambiente marittimo... non è la classica alga verdastra e, in ogni caso, non da affatto fastidio.
Cala Longa e le sue spiaggette sabbiose sono la meta del giorno successivo. Apprezziamo l'ingente quantità di conchiglie ovunque ma il forte vento ci fa scappare nel primo pomeriggio..
Filitosa,Menhir attorno all'ulivo secolare
Io e il mio ragazzo vogliamo andare a visitare un centro archeologico e così optiamo per quello di Filitosa, a un paio d'ore d'auto da Bonifacio, nell'entroterra. L'ingresso è a pagamento (7euro, il cane entra senza problemi e gratuitamente) e con la guida(4euro) possiamo scoprire la storia di questo antichissimo insediamento abitativo, ricco di menhir e dolmen. Il giro dura circa un'ora e apprezziamo molto questo luogo così antico, compiendo l'intero percorso accompagnati da una musica rilassante che si diffonde nell'aria.
Da qui torniamo in direzione sud per sostare a Sartene, la più corsa di tutte le città corse, come l'ha definita Mérimée... In lontananza compare maestosa e buia, a causa del pesante grigiore che dipinge ogni casa. Parcheggiata la macchina poco fuori dal cuore della città, ci addentriamo a piedi, per gustarci i vicoli stretti e fare qualche acquisto di carattere gastronomico (tipici del luogo e della corsica in generale i canistrelli, biscotti dai gusti più disparati - dai classici alla vaniglia, al vino bianco, per passare a quelli caramello e sale).
Per il penultimo giorno ci riserviamo una gita al mare, in particolare a Petit e Grand Sperone. Lasciata la macchina sulla strada che va alla spiaggia di Piantarella, ci dirigiamo a piedi a destra, verso la prima tappa, Petit Sperone. In una decina di minuti o poco più raggiungiamo questa prima cala, già affollata, e la oltrepassiamo, concedendole solo qualche foto. Questo tratto di sentiero attraversa un campo da golf, e da qui in poi saranno frequenti incontri ravvicinati (fin troppo ravvicinati...) con moltissime palline di questo sport. Passiamo oltre anche Grand Sperone e optiamo per una piccola insenatura semi deserta, in cui Thorin può girovagare senza problemi e noi possiamo finalmente vedere i più begli animali marini di tutta la vacanza... Durante il nostro snorkeling ci imbattiamo in una quantità elevatissima di pesci ma soprattutto in un polipo e in una murena! Purtroppo non riusciamo a scattare le foto sperate, perché la macchina subacquea è con gli altri amici, che stanno trascorrendo la giornata sull'isola Lavezzi (un "must" per chiunque vada in corsica, eccetto per i quattrozampe!)

caletta accanto a Grand Sperone
Il sole è ancora alto nel cielo ma decidiamo di andare in esplorazione verso la spiaggia di Sant'Antonio, che però ammirare solo dall'alto (ma ci ripromettiamo sarà una tappa obbligatoria per una prossima volta su quest'isola!)







vista da Bonifacio
Mi rendo conto di non aver minimamente descritto Bonifacio... beh, di sicuro per certi aspetti è il classico porto turistico a cui approdano yacht di lusso, ma non si limita certo a mera cittadina turistica. Certo, la quantità di ristorantini e negozi di souvenir che affollano il lungo porto è notevole, ma già salendo la gradinata che porta a piedi alla città alta, si respira un'aria diversa...anche qui negozietti di ogni sorta e per ogni tasca piazzati ovunque, ma si integrano bene con l'urbanistica sali-scendi di questo posto..e poi la vista è qualcosa di sublime..lascio parlare qualche foto per me.
Bonifacio, città alta
Consiglio la camminata che parte dal Belvedere e prosegue fino al Semaforo e al Faro, proprio sopra Capo Pertusato... incantevole.

Ammetto che, considerata la quantità di posti, spiagge, paesi, è stato difficile trovare la giusta concisione... spero solo di essere riuscita nel mio intento, cioè trasmettere a tutti l'entusiasmo per quest'isola davvero da scoprire... certo, il punto di partenza devono essere sempre le guide turistiche, i blog, internet... ma poi lasciatevi guidare dall'istinto... riceverete sicuramente meravigliose sorprese!










martedì 14 agosto 2012

Buon Viaggio, Lacio Drom

Periodo di partenze e di spensieratezza, di domeniche al lago per chi non riesce ad andare più lontano e, sulla sponda lacustre, sogna la brezza marina.

Un'estate di vacanza a 360° per me, un'occasione per dedicarmi alle mie passioni più grandi, che posso congiungere in questa pagina virtuale tutta nuova. Qui infatti scriverò di viaggi, racconterò i miei spostamenti per l'Italia e l'Europa (per il momento,dato che spero di allargare ulteriormente i miei orizzonti), inserirò consigli e itinerari per chi volesse recarsi nelle medesime destinazioni... Insomma, uno spazio dedicato a paesi e città, culture e tradizioni lontane dalla Brianza in cui abito!

Nonostante fin da piccola mi sia "avventurata" in posti a dir poco esotici (posso vantare settimane a Cuba e Santo Domingo) è solo da qualche anno che sono in grado di apprezzare seriamente il girovagare alla scoperta di posti nuovi... che siano sulla sponda del lago di Como o nel cuore della Transilvania poco importa... il bello è gustare quanto il paesaggio offre agli occhi e, di conseguenza, resta impresso dentro di noi!

Viaggi che acquistano sapori e colori ancora più intensi se condivisi... e infatti posso affermare di non muovermi mai senza il mio compagno di viaggio e di vita...

Il nome di questo blog suonerà un po' strano per chi non conosce i Litfiba... "Lacio drom" in rumeno significa "Buon viaggio" e, in chiusura di questo primo intervento esplicativo, vi invito ad ascoltare la loro buona musica augurandovi le migliori vacanze estive!